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D. 29/07/2005 n. 89/051.2. Ai sensi del citato art. 3, comma 3, del decreto legislativo n. 190/2002, l'importo di 587.701.834,18 euro costituisce il limite di spesa dell'intervento. 1.3. Le prescrizioni citate al punto 1.1, cui è condizionata l'approvazione del progetto approvato con la presente delibera, sono riportate nell'allegato, che forma parte integrante della delibera stessa, e debbono essere sviluppate in sede di progettazione definitiva. 2. Assegnazione contributo. Al primo lotto dell'intervento «Metrotranvia per la città di Bologna» è assegnato un contributo, in termini di volume di investimento, di 3.125.000 euro: l'onere relativo è imputato sul terzo limite di impegno quindicennale di cui all'art. 13 della legge n. 166/2002, decorrente dal 2004, e la quota annua non potrà comunque superare 268.000 euro. 3. Ulteriori fasi della progettazione. 3.1. Il progetto definitivo dovrà riportare il quadro economico aggiornato che tenga conto anche delle valutazioni sui profili economico-finanziari e delle considerazioni di ordine tecnico formulate dalla predetta Commissione interministeriale prevista dalla legge n. 1042/1969: da detto quadro dovrà essere espunta l'IVA se il soggetto che il comune avrà nel frattempo individuato per la realizzazione dell'opera e che intenda proporre quale soggetto aggiudicatore in propria vece, fruisce dei rimborsi IVA. 3.2. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvederà a trasmettere, a corredo del progetto definitivo, versione aggiornata del piano economico- finanziario e analitico, nonchè della scheda prevista dalla delibera n. 63/2003, che riporti nel dettaglio la copertura finanziaria disponibile. 3.3. In fase di approvazione del progetto definitivo la Presidenza del Consiglio dei Ministri provvederà a precisare i capitoli dello stato di previsione della spesa cui imputare, nell'ambito del contributo massimo come sopra richiesto, il differenziale tra il costo aggiornato del primo lotto dell'intervento e le disponibilità di cui alla «presa d'atto». 4. Clausole finali. 4.1. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvederà ad assicurare, per conto di questo Comitato, la conservazione dei documenti componenti il progetto preliminare dell'intervento approvato con la presente delibera. 4.2. Il predetto Ministero provvederà ad accertare che il progetto definitivo recepisca le prescrizioni di cui al punto 1.3. 4.3. Il medesimo Ministero provvederà a svolgere le attività di supporto intese a consentire a questo Comitato di espletare i compiti di vigilanza sulla realizzazione delle opere ad esso assegnati dalla normativa citata in premessa, tenendo conto delle indicazioni di cui alla delibera n. 63/2003 sopra richiamata. 4.4. Questo Comitato si riserva, in fase di approvazione del progetto definitivo dell'opera e in adesione alle richieste rappresentate nella citata nota del coordinatore del Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere, di dettare prescrizioni intese a rendere più stringenti le verifiche antimafia, prevedendo - tra l'altro - l'acquisizione delle informazioni antimafia anche nei confronti degli eventuali sub-appaltatori e sub-affidatari, indipendentemente dall'importo dei lavori, nonchè forme di monitoraggio durante la realizzazione degli stessi. 4.5. Il Codice unico di progetto (CUP), assegnato al progetto in argomento, ai sensi della delibera n. 24/2004, va evidenziato nella documentazione amministrativa e contabile riguardante l'intervento di cui alla presente delibera. Roma, 29 luglio 2005 Il Presidente: Berlusconi Il segretario del CIPE: Baldassarri Registrato alla Corte dei conti il 3 aprile 2006 Ufficio controllo Ministeri economico- finanziari, registro n. 2 Economia e finanze, foglio n. 71 Allegato PRESCRIZIONI PROPOSTE DAL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI 1.1. Prescrizioni di carattere tecnico: 1) il progetto definitivo dovrà sviluppare la soluzione definita «Variante in sede segregata» e dovrà ricercare soluzioni che eliminino le interferenze con la viabilità esistente anche nella tratta Ospedale Maggiore-Normandia. Inoltre al fine di garantire elevata frequenza, regolarità e sicurezza operativa si prescrive l'esercizio automatico con sistema ATO; 2) verificare, nel caso di diversificazione di frequenza del servizio, il numero di binari necessari per non penalizzare le frequenze della tratta con servizio metropolitano nel caso che ritardi o blocchi della tratta periferica tranviaria inibiscano l'adduzione dei convogli provenienti dalla stessa; 3) studiare una ottimizzazione di servizi tra la linea in argomento e la costruendo filovia affinchè, con opportuni adeguamenti, le due infrastrutture permettano una integrazione fra i servizi offerti; 4) approfondire lo studio di una configurazione a rete del sistema di trasporto in questione per individuare le soluzioni più idonee delle stazioni da realizzarsi in prima fase, predisponendole per gli sviluppi futuri; ad esempio appare indispensabile individuare la stazione da cui realizzare il futuro servizio per l'aeroporto; a tal fine il comune dovrà effettuare un confronto tra più ipotesi di bivio o prolungamento del tracciato base, teso a valorizzare non solamente il tracciato stesso, ma anche ad individuare un percorso atto ad intercettare il più possibile gli insediamenti di cintura; 5) studiare per la stazione di Piazza Maggiore una predisposizione per non precludere un possibile bivio con diramazione a sud o est; 6) studiare la possibilità di adottare un raggio di curvatura maggiore, rispetto a quello previsto di 170 m, per la tratta di linea che collega la stazione piazza Maggiore con la stazione Bassi, in relazione alle tecnologie di scavo; 7) studiare l'interscambio pubblico-privato in considerazione delle potenzialità dei Park & Ride collegate alla realizzazione della metrotranvia; 8) dettagliare, per interventi viabilistici previsti il grado di interrelazione con il sistema metrotranviario e gli impatti ambientali, in particolare quelli geologici, idrologici ed idraulici anche relativamente alla realizzazione del nuovo ponte sul fiume Reno e al nuovo tratto in galleria zona Prati di Caparra; 9) le voci «opere viabilistiche connesse» e «opere di mitigazione a verde», dopo una verifica tecnica della loro intersezione con la metrotranvia, dovranno essere adeguatamente dettagliate; 10) definire un programma di indagini geognostiche per verificare le possibilità di detensionamento dei terreni e le più opportune metodologie di scavo; 11) approfondire l'analisi dei sottoservizi interessati e definire, d'accordo con il gestore, le tecniche di spostamento; 12) studiare le soluzioni migliori per risolvere le interferenze con il fiume Reno, il torrente Ravone, il canale Aposa-Moline ed il canale Reno, anche sulla base delle indicazioni fornite dal servizio tecnico bacino Reno della regione Emilia-Romagna e del consorzio di bonifica Reno-Palato; 13) studiare la stazione del metro in area stazione FS definendo: modalità esecutiva degli scavi e progettazione delle opere a sostegno e protezione dei fabbricati RFI e ponte Matteotti; percorsi e flussi dei viaggiatori e interrelazioni con la città e la stazione ferroviaria; opere fuori terra; regime convenzionato di uso promiscuo di infrastrutture e stazione, tenendo conto degli accordi presi con RFI; 14) data la presenza di tratte in galleria e stazioni interrate, verificare il rispetto del decreto ministeriale 11 gennaio 1988. 1.2. Prescrizioni di carattere economico: 15) verificare, con un'analisi di mercato, il costo del materiale rotabile. 1.3. Prescrizioni di carattere ambientale: 16) prevedere monitoraggi acustici sui ricettori sensibili maggiormente esposti nella fase di cantiere durante le lavorazioni più onerose dal punto di vista acustico; 17) effettuare uno studio del livello di disturbo indotto dalle vibrazioni in fase di costruzione e di esercizio, prevedendo in particolare, qualora necessario, gli adeguati interventi di mitigazione sulla sorgente delle vibrazioni; 18) definire i collegamenti alla rete elettrica Mt cittadina e richiedere i pareri previsti dagli articoli 111 e 120, regio decreto n. 1775/1933, nonchè le valutazioni tecniche dell'ARPA relative all'impianto Mt espresse ai sensi dell'art. 4, legge n. 10/1993; 19) studiare le soluzioni realizzative e/o progettuali che possano evitare o limitare l'impatto sulla situazione di criticità rappresentata dalla fermata 8 Agosto, che prevede nella fase di cantiere l'occupazione di una porzione di verde pubblico che costituisce un elemento urbano organizzato a piazza che verrà permanentemente modificato; 20) verificare, sulla base della nuova campagna geognostica, l'ipotesi di intersezione di paleoalvei dell'Aposa ad una profondità di circa 20 m tra la fermata piazza Maggiore e la camera di ventilazione della fermata Ugo Bassi. Per valutare l'entità delle interferenze e definire le condizioni di messa in sicurezza dello scavo e le modalità di impermeabilizzazione del fondo, e anche per evitare l'impiego di tecniche molto inquinanti e costose, dovranno essere individuati i parametri idrogeologici dei terreni tramite prove di pompaggio, in particolare per le zone di cantiere a cielo aperto; 21) per i centri di pericolo potenziali già individuati nel SIA e per quelle aree con pericolosità elevata che risulteranno con ulteriori approfondimenti occorrerà attuare le procedure ai sensi del decreto ministeriale n. 471199 per le caratterizzazioni ed eventuali bonifiche prima dei lavori; 22) visti gli ingenti volumi di materiali scavati (840.000 mc), ai fini di una corretta valutazione delle ricadute ambientali e trasportistiche, è necessario definire i siti di stoccaggio provvisorio e definitivo ditali terreni, in buona parte addittivati per lo scavo. Si ritiene quindi necessario studiare soluzioni sfruttando, per quanto possibile, le aree disponibili già scavate, analizzando nel dettaglio il notevole traffico indotto per il trasporto a smaltimento. Dovrà essere fatta una valutazione con il coinvolgimento di comune, ARPA e provincia per l'individuazione dei siti più idonei, per il monitoraggio dei materiali conferiti e per la salvaguardia della acque sotterranee; 23) definire una accurata gestione delle varie fasi di scavo e conferimento, che dovrà tenere conto del cronoprogramma dei lavori e dei percorsi necessari per il trasporto a smaltimento; 24) studiare i possibili effetti cumulativi e le conseguenti ricadute ambientali sull'impatto idrogeologico della linea sotterranea della ferrovia ad alta velocità, delle fondazioni profonde degli edifici della zona, dei parcheggi interrati multipiano con diaframmi fino a quote superiori ai 25 m; 25) studiare una proposta metodologica di ravvenamento della falda superficiale, quale compensazione per gli abbassamenti del livello freatico, presentando, nel progetto definitivo, uno studio contestualizzato; 26) predisporre un sistema di monitoraggio, piezometrico e qualitativo, lungo l'intero percorso in galleria, eventualmente utilizzando piezometri disponibili, già in opera, se necessario integrati con nuovi. Il monitoraggio dovrà essere attivato ante-operam e mantenuto per le fasi di cantiere ed esercizio, in base ad un programma dettagliato che dovrà essere predisposto tramite un accordo con gli enti pubblici competenti (comune, ARPA, provincia); 27) estendere l'intervento di mitigazione alle aree residuali site tra il deposito ed il raccordo della tangenziale con viale Europa, l'intervento stesso dovrà essere reso compatibile con l'area destinata a deposito; 28) individuare le fasce di rispetto come richiesto dall'art. 3, comma 7, del decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190. Per l'applicazione delle necessarie misure di salvaguardia, si consideri una fascia di rispetto di ml 7,50 per lato, per la prevista viabilità di supporto alla via Emilia; 29) predisporre uno studio archeologico per le aree in cui sussistono chiare indicazioni di preesistenze archeologiche, già indicate nei protocolli d'intesa del 20 dicembre 2000 e 29 novembre 2002, tra la soprintendenza per i beni archeologici dell'Emilia-Romagna ed il comune di Bologna. Devono essere effettuate preliminarmente prospezioni geofisiche secondo le esigenze e le modalità da concordare con la soprintendenza competente, onde procedere successivamente ad indagini archeologiche mirate; |
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